Acta Structuralica

international journal for structuralist research

Journal | Volume | Article

Tran-Duc-Thao. Gli anni della formazione e dell'impegno politico (1917-1945)

a partire da documenti inediti

Jacopo d'Alonzo

Abstract

Among the best known and influential interpreters of Husserlian philosophy in the 1940s, Tran-Duc-Thao (1917-1993) is at the center of a revival of interest. In this context, the present contribution, starting from unpublished archive documents, intends to propose a biographical and theoretical reconstruction of the first philosophical and political interests of the Vietnamese philosopher. His first two articles published in 1945 are the point of arrival of a slow and rich philosophical and political experience, which this work aims to reconstruct in its details, in which the young Vietnamese interacted with both the most important authors of his generation and the great problems posed by a turbulent historical moment.

Tran-Duc-Thao. Gli anni della formazione e dell'impegno politico (1917-1945) Jacopo D'Alonzo sdvig press 2019 For this publication a Creative Commons Attribution 4.0 International license has been granted by the author(s) who retain full copyright. No source, born digital. sdvig press is a non-profit academic digital publisher dedicated to supporting exchanges between East and West. it

1 | Introduzione

4Tra i più noti e influenti interpreti della filosofia husserliana nella Francia degli anni Quaranta, in dialogo con Merleau-Ponty, Sartre, Kojève e fonte di ispirazione per Althusser e Derrida, Tran-Duc-Thao (1917-1993) è al centro di una rinascita d’interesse (per un recente resoconto della letteratura secondaria sull’argomento cfr. D’Alonzo 2018 e D’Alonzo 2019). In simile contesto si inserisce il presente contributo, il quale, a partire da documenti d’archivio inediti,1 vuole proporre una ricostruzione biografica e teorica dei primi interessi speculativi e politici del filosofo vietnamita. Dai primi anni nell’Indocina francese sino all’arrivo all’Ecole Normale Supérieure di Parigi dove incontra filosofi come Cavaillès, Merleau-Ponty e Bachelard, il presente lavoro segue la formazione di Thao attraverso il consolidarsi dei suoi interessi filosofici per la psicologia e la fenomenologia husserliana, anche grazie al suo soggiorno agli Archivi Husserl di Lovanio, e l’acuirsi del suo impegno politico a fianco degli emigrati vietnamiti in Francia. Si vedrà poi come l’incontro con il marxismo e lo schierarsi a favore dell’indipendenza del Vietnam, secondo la linea politica dettata da Ho Chi Minh, condurranno Thao al centro di un’inchiesta giudiziaria che segna un passaggio importante nella sua esperienza filosofica e politica. All’inizio del 1946, nei suoi due primi articoli, Thao mette in atto una triplice operazione, politica e intellettuale allo stesso tempo. Thao prende posizione in favore del governo di Ho Chi Minh di forte impronta nazionalista, rifiuta le posizioni trotskiste in favore della via nazionale al comunismo e cerca di fornire degli strumenti teorici alla lotta di liberazione attraverso l’articolazione di marxismo e fenomenologia. Questo è il punto di arrivo di una lenta e ricca esperienza filosofica e politica, che il presente lavoro vuole ricostruire nei suoi dettagli, in cui il giovane vietnamita ha interagito con le menti più fervide della sua generazione e si è trovato a confrontarsi con i grandi problemi posti da un momento storico particolarmente turbolento, quello della Guerra Mondiale, della lotta di liberazione nazionale vietnamita e delle sfide politiche della Francia del Dopoguerra.

2 | Il dominio coloniale

5Secondogenito (il fratello maggiore Tran Duc Tao nasce il 7 giugno 1914) di un impiegato delle poste già anziano e di una casalinga, Thao nasce il 26 settembre del 1917 nella città di Thái Bình sulla costa centro-settentrionale del Vietnam. Dal 1887 il Vietnam, il Laos e la Cambogia costituivano un’unità amministrativa dell’impero francese che andava sotto il nome di Indocina. Fiore all’occhiello dell’impero coloniale francese, l’Indocina è per i francesi, anzitutto, una regione destinata allo sfruttamento delle risorse agricole, in particolare il cacciù e il riso.

6Quasi nulla sappiamo dell’infanzia e dell’adolescenza di Thao; non si può escludere, come avvenuto per altri connazionali, che esse si siano svolte a stretto contatto con le contraddizioni del dominio coloniale.

7La società vietnamita è attraversata da profonde ineguaglianze sociali. In un primo momento, della presenza francese hanno goduto soprattutto la borghesia locale e gli impiegati dell’amministrazione; mentre l’immensa massa dei contadini era esclusa da tutti i vantaggi del dominio coloniale. Mentre negli anni Venti e Trenta si era consolidata ormai l’esistenza di un gruppo dirigente nativo con una istruzione occidentale e impiegato in mansioni di natura tecnica, giuridica e militare (a questo proposito, e nelle linee seguenti, si sono utilizzate le informazioni presenti in Hémery 2013). Esistevano anche ristretti circoli letterari animati da intellettuali di formazione sino-vietnamita, spesso autodidatti. La domanda di formazione universitaria dei figli di queste élite ha stimolato la trasformazione, dal 1928, dell’Università di Hanoi in un vero e proprio istituto di insegnamento superiore con facoltà e dipartimenti. Parallelamente emergeva anche un nutrito gruppo di segretari dell’amministrazione coloniale o presso imprese, insegnanti e maestri, e molti altri semi-intellettuali a cui non riusciva la scalata sociale e che diverranno in seguito i principali promotori di idee radicali, sovversive e rivoluzionarie.

8Thao riesce ad approfittare di alcuni dei benefici concessi dai francesi. Per ragioni politico-amministrative e soprattutto di propaganda, la Francia ha bisogno di studenti vietnamiti brillanti e capaci cui finanziare gli studi in vista di un loro futuro impiego nell’amministrazione coloniale, o semplicemente, per dimostrare l’impegno in favore dell’istruzione e dell’eccellenza. Thao può così frequentareil liceo francese Albert Sarraut a Hanoi, il più prestigioso dell’Indocina, dove riceve con una buona valutazione il baccalaureato in filosofia nel 1935 sotto gli auspici del suo professore di filosofia, Marcel Ner, etnologo interessato alle società del Sud-est asiatico. È grazie a lui che Thao ha accesso alla filosofia occidentale; mentre gran parte dei filosofi vietnamiti si interessano e continueranno a interessarsi nei decenni a venire alla tradizione filosofica sino-vietnamita. E non è da escludere che anche questo fattore giocherà un ruolo non irrilevante nel futuro isolamento di Thao rispetto ai suoi connazionali.

9Formatosi nel quadro delle istituzioni scolastiche impiantate in Vietnam dalla Francia per preparare l’amministrazione locale, francese o indocinese, Thao è una delle espressioni più evidenti del dominio culturale francese e allo stesso tempo delle sue contraddizioni. Il suo perfetto bilinguismo e l’esser stato educato secondo i modelli della cultura umanistica e scientifica europea marcano una differenza profonda tra Thao e il resto dei militanti politici e dei filosofi vietnamiti; differenza che aumenterà sempre più di lì a qualche anno, una volta che Thao si trasferirà in Francia, e che gli verrà ancora rimproverata per tutta la vita. Allo stesso tempo, però, egli sarà e rimarrà per i francesi un nativo delle colonie che, benché integrato dal punto di vista culturale, non potrà godere delle stesse opportunità e diritti dei suoi colleghi francesi.

3 | All’Ecole Normale Supérieure e l’incontro con la fenomenologia

10Nel 1936, Thao vince una borsa offerta dal governatorato generale indocinese per un soggiorno di studi in Francia e la partecipazione all’esame di ammissione all’Ecole Normale Supérieure (ENS) di Parigi, ente di insegnamento superiore che formava l’élite culturale francese.2 Nel 1936 si trasferisce a Parigi e, per preparare il concorso, studia presso due fra i più antichi licei parigini, il Louis-Le-Grand (1936-1938) e, dopo non esser riuscito nel concorso per l’Ecole Normale, nel 1938-1939 all’Henri IV.

11Risulta finalmente vincitore al concorso d’ammissione all’Ecole Normale (con una prova scritta di greco antico e una orale d’inglese) nel settembre 1939 e gli viene riconosciuto il diritto a una borsa di studio. Si trasferisce così dalla Maison d’Indochine della Cité universitaire nel sud di Parigi agli appartamenti riservati agli studenti dell’Ecole Normale alla rue d’Ulm, nel cuore del Quartiere latino.

12«Le Journal» di Parigi utilizza questo successo per fini propagandistici e coglie l’occasione per elogiare i meriti del dominio coloniale francese in un articolo apparso a pagina 4 il 23 luglio 1939 col titolo Un jeune Tonkinois reçu troisième à Normale supérieure. L’integrazione di Thao nel mondo accademico francese è solo parziale: benché arrivato secondo all’esame di ammissione all’Ecole Normale nella sezione di filosofia, riceve la posizione 2bis che sta a indicare il suo statuto speciale, quello di nativo delle colonie (protégé français).

13Nel 1940, Thao è allontanato da Parigi, insieme a studenti e professori dell’Ecole Normale in seguito alla caduta della capitale francese in mano tedesca, il 14 giugno. Thao trascorre l’inverno 1940-1941 a Clermont-Ferrand, dove, oltre a studenti e professori dell’Ecole Normale di Parigi, trova rifugio anche il personale dell’Università di Strasburgo. Qui Thao fa la conoscenza di Jean Cavaillès, filosofo e logico, eroe della resistenza, in fuga dal Belgio dopo essere stato fatto prigioniero dai tedeschi. Secondo la testimonianza di Thao è stato Cavaillès che per primo lo invita a occuparsi della fenomenologia husserliana per la redazione del suo mémoire: «Dal mio breve soggiorno a Clermont-Ferrand durante l’inverno 1940-1941 mi sono consacrato a Hegel e su consiglio di Jean Cavaillès, a Husserl» (Thao 1991, 6).

14Cavaillès continua a seguire il lavoro di ricerca di Thao anche negli anni seguenti. Divenuto, nel 1941, professore di Logica e filosofia della scienza alla Sorbona, Cavaillès valuta Thao nel corso di una prova orale, sostenuta il 3 maggio 1942 e consacrata a Tempo e spazio in Husserl. Da quello che si può evincere dal giudizio espresso da Cavaillès, Thao «ha letto l’opera edita di Husserl, qualche inedito, l’essenziale dei commentari» (Archives Nationales Pierrefitte-sur-Seine, 61AJ/191).

15Difficile dire a quali inediti Cavaillès faccia riferimento, da chi Thao l’abbia ricevuti, dove e quando li abbia letti. Per quanto riguarda le opere edite di Husserl, si tenga presente che le Meditazioni cartesiane sono l’unico testo di Husserl disponibile in francese – vennero tradotte nel 1931 da Pfeiffer e Levinas – sino alla traduzione di Ricœur del primo volume delle Idee nel 1950. Altri lavori, come le Ricerche logiche (1900-19001), il primo volume delle Idee I (1913), Esperienza e giudizio (1939) e le prime parti della Crisi delle scienze europee (1936), circolano in lingua tedesca. In un primo momento poca attenzione è prestata ai lavori della maturità. Si pensi a titolo di esempio ai primi lavori di Emmanuel Lévinas (1906-1995) (cfr. Levinas 1929 e 1930), che si era recato a Friburgo nel 1928-1929 proprio per seguire i corsi di Husserl, o alla lettura seppur originale offerta da Sartre, che nel 1933 durante un soggiorno di studi a Berlino scopre la fenomenologia husserliana e l’esistenzialismo heideggeriano, della nozione di intenzionalità in La trascendenza dell’ego (1936). Circolano poi i commentari, cioè gli articoli dell’assistente di Husserl Eugen Fink (cfr. Fink 1934 e 1939).

16Solo con il numero 15 consacrato a Husserl dalla «Revue philosophique de la France et de l’Étranger» nel gennaio-febbraio 1940 e poi col volume di Gaston Berger dedicato al “cogito” nella filosofia di Husserl sorge tra i filosofi francesi un vero interesse per la fenomenologia di Husserl (Berger 1941). Ma è solo attraverso la lente della filosofia di Heidegger che alcuni studiosi leggono l’opera di Husserl. Si pensi ancora a Sartre che, con L’Essere e il Nulla (1943), recupera e sviluppa l’esigenza descrittiva della fenomenologia husserliana all’interno di una filosofia della soggettività come esistenza che si riferisce al mondo e si rapporta agli oggetti che le appaiono in base al proprio progetto esistenziale e in modo preriflessivo.

17La novità della lettura di Thao, come si può evincere anche dalla valutazione di Cavaillès, riposa anzitutto nell’attenzione da lui prestata sia all’opera di Husserl nel suo complesso che alla letteratura secondaria.

18Cavaillès seguirà la redazione del mémoire di Thao consacrato al Metodo fenomenologico di Husserl, consegnato nel giugno 1942 e poi discusso alla presenza dello storico di filosofia antica Emile Bréhier. Il testo è purtroppo andato perduto, ma possiamo farcene un’idea leggendo il rapporto stilato da Cavaillès:

Thao si è proposto di mettere in luce, nel corso dell’evoluzione teorica che si manifesta negli scritti di Husserl, ciò che considera come il suo autentico significato: […] studio storico-intenzionale delle genesi costitutive. (Archives Nationales Pierrefitte-sur-Seine 61AJ/191)

19Voler ripercorrere l’evoluzione teorica di Husserl attraverso i suoi scritti porta Thao a rivalutare i lavori della maturità del filosofo tedesco, dedicati alla storia e alla genesi delle idealità, e a rileggere retrospettivamente attraverso di essi tutti i lavori precedenti di Husserl. Come si vedrà tra breve, tale impianto ermeneutico è stato probabilmente suggerito a Thao da Merleau-Ponty che proprio durante la Guerra aveva maturato la consapevolezza dell’importanza degli scritti maturi di Husserl.

20Cavaillès prosegue sottolineando che «la sua interpretazione [di Thao], avvicina Husserl a Hegel». Per la seconda volta troviamo il nome di Hegel associato a quello di Husserl a proposito del modo in cui Thao legge lo sviluppo della metodologia fenomenologica. Indizio importante per capire i futuri sviluppi, e l’originalità, dell’ermeneutica di Thao.

21Al ruolo giocato da Hegel dobbiamo anche aggiungere un certo distacco, o se si vuole una distanza critica, che Thao mantiene sin dall’inizio nei confronti della fenomenologia. Dal punto di vista biografico, il maestro di Cavaillès, il filosofo idealista di tendenze neokantiane Léon Brunschvicg, che fu colui che invitò Husserl a tenere quel ciclo di conferenze alla Sorbona pubblicato poi col titolo di Meditazioni cartesiane, segue un lavoro di Thao della primavera 1940. Non si può escludere che l’atteggiamento insieme di stima e di scetticismo nei confronti della fenomenologia, che si ritrova in Thao, dipenda forse dalla sua vicinanza a Cavaillès e Brunschvicg.

22Il mémoire di Thao ha goduto di ampio successo tra i suoi contemporanei, e il fatto che sia andato perduto, lo rende quasi leggendario. Si pensi ai commenti positivi di Cavaillès sulla tesi di laurea di Thao: «Il suo lavoro è uno dei migliori studi francesi su Husserl e di molto superiore alla qualità normale per una tesi» (Archives Nationales Pierrefitte-sur-Seine 61AJ/191). Anche autori che non hanno risparmiato critiche alla filosofia francese degli anni Quaranta, come Louis Althusser, riconoscono il valore dell’opera di Thao (si pensi ai molti riferimenti a Thao contenuti in Althusser 1994). Il collega e amico di Thao all’Ecole Normale, Jean-François Revel arriva addirittura ad affermare che, agli occhi degli altri studenti, Thao appariva come «un semi-dio del pensiero» (Revel 1997, 101-102).

4 | L’incontro con Merleau-Ponty

23Dal 1941 Thao è di nuovo a Parigi dove fa la conoscenza di Merleau-Ponty, allora agregé préparateur all’Ecole Normale. La vicinanza di Thao a Merleau-Ponty negli anni della sua formazione è confermata da documenti d’archivio. Per esempio, nei primi mesi del 1942, poco prima della consegna della sua tesi, Thao conduce un tirocinio presso il liceo Carnot proprio sotto la supervisione di Merleau-Ponty (cfr. Archives Nationales Pierrefitte-sur-Seine 61AJ/191).

24Durante la preparazione delle prove per l’agrégation, il 23 febbraio 1943, Thao sostiene due prove orali alla presenza di Stéphane Piobetta. Studioso dell’opera di Kant e soprattutto militante comunista della Sezione francese dell’internazionale operaia e poi partigiano, Piobetta verrà arrestato pochi mesi dopo, nel luglio 1943, dai tedeschi. Riuscirà in seguito a fuggire trovando la morte sul campo di battaglia, vicino Frosinone, un anno più tardi. La prima delle due relazioni orali di Thao, dal titolo Comportamento e coscienza, è un commento critico alla Struttura del comportamento (1942) di Merleau-Ponty. Si tratta di una delle prime testimonianze dell’interesse di Thao per queste due nozioni, comportamento e coscienza, che saranno le protagoniste di buona parte delle sue ricerche future.

25Nel secondo exposé orale discusso alla presenza di Piobetta il 23 febbraio 1943, Thao si occupa della Nozione d’esperienza. Non si può escludere che si tratti di un lavoro concernente Esperienza e giudizio di Husserl, saggio sul quale fu lo stesso Merleau-Ponty a richiamare l’attenzione di Thao (cfr. Thao 1991, 6).

26A Thao, Merleau-Ponty legge ampi stralci del testo che sta redigendo, la Fenomenologia della percezione (1945), ed è lui ad indicare a Thao la strada di una sintesi tra Hegel, Marx e Husserl:

[Merleau-Ponty] ci leggeva estratti dalla sua tesi in preparazione sulla Fenomenologia della percezione, e diceva spesso che tutto questo sarebbe finito in una sintesi di Husserl, Hegel e Marx. (ibidem)

27Husserl, Hegel e Marx: tre autori con i quali Thao non smetterà mai di confrontarsi. E dei quali non smetterà mai di mettere in luce affinità e divergenze reciproche.

28Il giovane Marx filosofo della prassi e dell’esistenza concreta e sensibile col suo linguaggio ancora hegeliano era d’altronde una scoperta recente. I Manoscritti del ‘44 e l’Ideologia tedesca furono pubblicati solo nel 1932 (contemporaneamente in Germania e in URSS). Tra il 1927 e il 1938 le Éditions Costes tradussero e pubblicarono sotto la rubrica “Testi filosofici” gli scritti del giovane Marx. Tra il 1934 e il 1939 uscirono per Gallimard l’antologia Morceaux choisis de Marx, i Morceaux choisis de Hegel e i Quaderni sulla dialettica di Hegel di Lenin, a testimonianza dell’interesse per la lettura marxiana di Hegel. Nei suoi epocali corsi sulla Fenomenologia dello Spirito (1933-1939) presso l'École Pratique des Hautes Études di Parigi, Alexandre Kojève aveva insistito più volte sia sul carattere esistenzialista (cioè husserliano) dell’opera di Hegel sia sui legami tra fenomenologia (husserliana) e marxismo. Le condizioni erano favorevoli affinché l’opera di Hegel potesse essere interpretata come il punto di articolazione tra marxismo e fenomenologia. Ed è questa la strada scelta da Thao e indicatagli probabilmente da Merleau-Ponty.

29Lo Husserl a cui si rivolge Merleau-Ponty, e con lui Thao, non è quello delle essenze o della fenomenologia trascendentale, ma quello degli ultimi scritti: «Merleau-Ponty insisteva sull’importanza decisiva di Erfahrung und Urteil e della Krisis per orientare la fenomenologia delle essenze verso una teoria della temporalizzazione in una storia creatrice di forme» (ivi, 7). Merleau-Ponty è infatti stato, durante gli anni dell’Occupazione tedesca, un punto di riferimento per quella giovane generazione, della quale faceva parte anche Thao, che cerca nella fenomenologia, e in particolare nell’ultimo Husserl, un metodo in grado di superare l’intellettualismo e lo spiritualismo della filosofia accademica, che metta in condizione di studiare la concretezza dell’esistenza, che risalga alle fonti incarnate e percettive del pensiero astratto e della scienza e che sia in dialogo con la storia, la società e la politica.

5 | I primi interessi per la psicologia

30La vicinanza di Thao a Merleau-Ponty, in quegli anni interessato non solo alla fenomenologia ma anche alla fisiologia e alla psicologia, può essere all’origine della precoce curiosità mostrata da Thao per quegli ambiti di ricerca. Non si dimentichi però che all’epoca la psicologia era intesa in senso molto ampio, inclusivo della psicologia animale, della fisiologia, della linguistica e della sociologia. All’epoca la psicologia era parte integrante della formazione filosofica. Ed era così sin dal liceo. I manuali scolastici di filosofia erano infatti suddivisi in quattro parti: psicologia, logica, metafisica e morale. La cartella relativa alla carriera scolastica di Thao ci offre alcuni indizi interessanti relativi alla sua formazione. In particolare, sappiamo che nel luglio 1940, poco prima di abbandonare la capitale francese sotto occupazione tedesca, sostiene gli esami di “Psicologia” e “Morale e sociologia”.

31L’interesse per la psicologia e le scienze naturali, che si accompagna alle questioni filosofiche fondamentali concernenti l’essere del mondo e la natura delle cose sensibili, trova conferma nella prova orale dedicata alla “cosmologia razionale” sostenuta il 20 maggio 1940 alla presenza di Brunschvicg. Per quest’ultimo, è bene ricordarlo, lo sviluppo dello Spirito passa attraverso il progresso del sapere scientifico (matematica, fisica, biologia).

32Probabilmente affronta una tematica attinente alla psicologia anche l’elaborato scritto sottoposto all’attenzione di Piobetta nel febbraio 1943. Purtroppo, del saggio sappiamo ben poco, se non il titolo Carattere e persona. Indizio, forse, di un precoce interesse filosofico per la questione della singolarità e dell’esistenza che segnerà profondamente il percorso teorico di Thao.

33Non si può però escludere che sia stato sotto gli auspici di Pierre Naville che Thao abbia continuato ad approfondire i suoi interessi per la psicologia. Thao e Naville condividono infatti, come si vedrà più avanti, un comune progetto politico e sarà proprio su una rivista curata da Naville che Thao pubblicherà il suo primo articolo.

34Naville è uno dei primi promotori della psicologia comportamentista e fisicalista in Francia. Tra il 1942 e il 1946, pubblica una serie di lavori in cui cerca di presentare al pubblico francese i risultati e i metodi del behaviorismo dello psicologo americano John B. Watson, per il quale il dominio di studio della psicologia è riducibile ai soli movimenti e comportamenti osservabili. Tutto ciò che solitamente si considera frutto della psiche deve essere spiegato in termini di azioni e reazioni fisiologiche. In altre parole, il materialismo di Naville riprende il meccanismo fisicalista della filosofia francese del Settecento (si pensi a un La Mettrie): «l’uomo è una macchina biologica».3 Per simile ragione, alla coscienza, in quanto stato interno non osservabile, è negata qualsiasi legittimità in quanto oggetto di scienza. È proprio contro simile interpretazione del comportamento che Thao si scaglierà per tutto il resto della sua vita.

6 | Gli Archivi Husserl di Lovanio

35Merleau-Ponty era stato il primo straniero a visitare, nell’aprile 1939, gli Archivi Husserl di Lovanio,4 dove l’anno precedente due allievi di Husserl, Landgrebe e Fink, con l’aiuto del francescano Leon Van Breda avevano raccolto, salvandoli dalla furia distruttrice dei nazisti, i manoscritti di Husserl. Da parte sua, Thao stesso entra in contatto con Van Breda, responsabile del Nachlass, attraverso il direttore dell’Ecole Normale al quale esprime il desiderio di recarsi presso gli Archivi Husserl di Lovanio nei primi mesi del 1942. Delle difficoltà pratiche e gli impegni universitari impediscono il soggiorno a Lovanio. Dopo la pubblicazione dei risultati del concorso dell’agrégation e un soggiorno in Alta Savoia nell’estate 1943,5 il 27 settembre 1943 riprende contatto con Van Breda.

36Nel frattempo, Thao si era recato a Marsiglia per consultare la Sesta meditazione Eugen Fink tra il 1942 e il 1943 (come annuncia in una lettera a Van Breda del luglio 1942 e racconta in un’altra missiva, il 27 settembre 1943).6. Lo fa probabilmente su invito di Merleau-Ponty. Come si evince dalla prefazione alla Fenomenologia della percezione e come spiega in maniera più dettagliata in una lettera a Van Breda del primo ottobre 1942, Merleau-Ponty si stava interessando allo statuto epistemologico della fenomenologia così come era stato messo in questione nella Sesta meditazione. Benché il volume non sarà pubblicato che nel 1988, Gaston Berger ne possedeva una copia carbone, donatagli da Fink durante un suo soggiorno a Friburgo nell’agosto 1934. Copia che verrà letta da Merleau-Ponty prima e da Thao poi.

37E l’impressione suscitata in Thao dalla lettura della Sesta meditazione è profonda. Come scrive a Van Breda il 27 settembre 1943: «Ho l’intenzione di fare la mia tesi dogmatica in cui proverei a realizzare il punto di vista di Fink di una Phänomenologie der Phänomenologie».7. Ma riconosce che «una tale realizzazione esige, a mio avviso, dei concetti interamente nuovi e un metodo che superi completamente il metodo strettamente fenomenologico»; a maggiore riprova della distanza critica di Thao rispetto a Husserl, il suo interesse spiccatamente epistemologico per la fenomenologia e la volontà di andare oltre i suoi concetti e metodi in quanto non in grado di rendere ragione della loro efficacia da un punto di vista interno.

38Thao si reca finalmente a Lovanio durante due soggiorni di tre settimane tra il 20 gennaio e il 10 aprile 1944. Il 15 febbraio torna a Parigi trasportando clandestinamente oltre tremila pagine di inediti husserliani. Thao si assume il rischio, sfuggendo ai controlli tedeschi, di trasportare questa enorme quantità di scritti inediti in vista della fondazione di un archivio nella capitale francese il quale avrebbe dovuto costituire il punto di partenza per un’opera di diffusione, traduzione e commento dell’opera di Husserl.

39Il progetto non trova tuttavia l’appoggio dei professori della Sorbona (in particolare di Bréhier e Le Senne). Thao è costretto dunque a tornare a Lovanio con tutti gli inediti ma propone a van Breda, con il sostegno di Merleau-Ponty, di farsi confidare a titolo personale delle trascrizioni inedite. Torna così a Parigi il 10 aprile 1946 con 2100 pagine di trascrizioni che conserva nel suo appartamento di rue de la Sorbonne 5 fino al 1946, e alcune sino al 1948 (si tratta di quelle dei manoscritti del gruppo C sulla Costituzione del tempo in quanto costituzione formale).8

40Forte della scoperta degli inediti di Lovanio,9 Thao rimette mano al suo mémoire la cui pubblicazione è prevista per la fine del 1944 presso l’editore parigino Vrin. Di questo progetto e dei suoi ultimi ritrovamenti, Thao ha parlato a Gaston Bachelard, incaricato dall’Ecole Normale di esprimere un giudizio sulle attività di ricerca di Thao nell’anno 1943-1944.10 Per inciso, Bachelard era tra i filosofi più innovativi del suo tempo, noto soprattutto per i suoi studi, epistemologici e storici, consacrati alla pratica scientifica in relazione tanto al senso comune quanto ai sistemi filosofici tradizionali – problematica che sarà uno sfondo costante in tutta l’opera di Thao e in particolare della sua lettura della fenomenologia.11. Nel suo rapporto del 4 aprile 1944, Bachelard esprime il suo apprezzamento per l’impegno di Thao e lo incoraggia nel proseguire le sue ricerche.

41Da quanto si evince da una lettera indirizzata da Thao il 24 aprile 1944, appena tornato da Lovanio, al direttore dell’Ecole Normale, lo storico Jérôme Carcopino, il volume in preparazione avrebbe avuto come titolo Il significato del metodo fenomenologico. Esso non vedrà però mai la luce. Tuttavia, sappiamo che Thao avrebbe utilizzato i testi inediti dell’ultima parte della carriera di Husserl per risolvere un certo numero di problemi rimasti in sospeso nelle opere edite.12

42In particolare, la sua ricerca si concentra sugli inediti husserliani consacrati alla nozione di tempo (lettera a van Breda del 19 giugno 1944). Nel 1946 Thao propone all’editore Vrin una traduzione francese delle Lezioni per una fenomenologia della coscienza intima del tempo di Husserl a riprova del suo interesse per la questione e che tornerà in superficie, come un fiume carsico, anche nei suoi ultimi mesi di vita.13

43In questo periodo, lavora inoltre sulla riduzione fenomenologica i cui risultati verranno però pubblicati solo in articolo del 1950, benché redatto nel 1944.14

44Sin dalle lettere con van Breda si comprende l’insoddisfazione di Thao nei riguardi della fenomenologia e la sua voglia di condurre un’analisi epistemologica del metodo fenomenologico. Il suo obiettivo è quello di mettere in luce i limiti intrinseci della fenomenologia, e in particolare la sua incapacità ad analizzare se stessa e giustificarsi. È questo, probabilmente, quello che Thao vuole dimostrare col suo libro, e che in parte dimostra in Fenomenologia e materialismo dialettico, sulla base di un’analisi storica ed epistemologica dell’intero percorso filosofico di Husserl. Ma è solo dopo una lunga meditazione sui classici del marxismo che Thao arriva, nel 1951, a vedere nel materialismo dialettico la posizione filosofica in grado di mostrare la genesi della fenomenologia, del suo campo d’interesse e delle sue categorie a partire dal mondo oggettivo della natura e della storia.

45Nell’aprile 1945 Thao riesce a presentare a Bréhier, che si era incaricato di seguirlo, il primo capitolo del suo lavoro su Husserl (lettera a van Breda del 12 aprile) ma il libro è lungi dall’essere terminato, come Thao stesso ammette in una lettera a van Breda del 28 giugno 1945. Thao è sempre più impegnato sul fronte politico. Nello stesso periodo, come si evince dalla lettera a Carcopino, Thao è anche alle prese con la redazione del Saggio sulla conoscenza dell’altro. Anche in una lettera a van Breda (28 giugno 1945) Thao aveva in effetti espresso il suo desiderio di lavorare sulla nozione husserliana di empatia (ted. Einfühlung). Neanche questo lavoro, probabilmente di carattere fenomenologico, vedrà mai la luce.

46Thao si fa promotore in prima persona della diffusione e circolazione del pensiero di Husserl nella Parigi del Dopoguerra. D’altronde nessun altro aveva all’epoca una conoscenza così precisa e vasta dell’opera di Husserl. In un’intervista rilasciata ad Alexandre Feron, il filosofo francese René Schérer (classe 1922), che entra all’Ecole Normale nel 1943, ricorda che Thao organizzava dei gruppi di lettura informali all’Ecole Normale sugli inediti di Husserl.15 Althusser menziona nella sua autobiografia i corsi di Thao sul metodo fenomenologico tenuti nel 1946 all’Ecole Normale: «Thao ci dava lezioni private, spiegandoci: “Siete tutti degli ego trascendentali, e siete tutti uguali in quanto ego”».16 Questione, quella dell’universalità dell’ego, che è al cuore dell’articolazione politico-filosofica in quasi tutti gli scritti di Thao: dal suo primo articolo sul Vietnam ai testi della “dissidenza” del 1956 e in tutti i suoi lavori antropologici nei quali ricerca una fondazione genetica dell’essenza umana.17

7 | L’attivismo politico

47Le istituzioni francesi non dimenticano certo l’origine coloniale di Thao. Primo vietnamita a ottenere l’agrégation di filosofia, la quale abilita all’insegnamento superiore, e qualificatosi primo nelle graduatorie del 1943, Thao non può tuttavia esercitare le sue funzioni di professore di scuola secondaria sul territorio francese in quanto originario delle colonie.18

48A fianco della sua attività intellettuale, nei primi anni Quaranta, l’impegno politico per la causa vietnamita si radicalizza. La prima testimonianza delle attività politiche di Thao la si può trovare negli archivi dei servizi segreti francesi che si occupano di lui sin dal marzo 1940, quando viene fondata l’Associazione degli Annamiti di Francia, di cui Thao diviene segretario.19 Il che trova conferma nella testimonianza di J. Havet, amico di Thao, che ricorda come già nel 1937-1938 Thao fosse «in piena ribellione anticolonialista».20

49Dall’autunno 1944, Thao si avvicina ai trotskisti di origine vietnamita del clandestino Groupe bolchévik-léniniste indochinois (Gbl) con sede a Parigi che offre supporto ai vietnamiti impiegati nell’industria bellica. Bisogna infatti ricordare che, come era avvenuto già nel 1914 allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, anche nel 1939 decine di migliaia di contadini vietnamiti sono trasferiti sul territorio francese per far fronte alla penuria di mano d’opera nell’industria bellica o per essere irreggimentati nei reparti di fanteria.21 Il piano Mendel, dal nome dell’allora ministro francese delle Colonie, prevede la mobilitazione di trecentomila nativi delle colonie, tra cui settemila vietnamiti arruolati nei reparti di fanteria e ventimila operai non specializzati provenienti dalle zone povere del Vietnam centrale e settentrionale. La sconfitta del giungo 1940 mette fine alla mobilitazione, ma nel 1941 solo un quarto dei vietnamiti ha ripreso la strada di casa. A seguito del blocco delle vie marittime, migliaia di vietnamiti rimangono bloccati sul territorio francese e quindi raggruppati in campi di lavoro nella zona libera sotto il controllo del Ministero del Lavoro.

50Le attività politiche del Gbl favoriscono una rapida radicalizzazione politica di soldati e operai vietnamiti. Il Gruppo può godere inoltre del sostegno e della solidarietà dei trotskisti francesi, come il militante comunista Daniel Guérin e Marguerite Bonnet, compagna del poeta surrealista André Breton. Del gruppo fa parte anche Pierre Naville, della cui importanza nella formazione di Thao si è già detto. È forse grazie alla sua vicinanza al Gbl, che Thao fa la sua conoscenza.

51Thao fa parte della delegazione sia del Comitato Generale sia del Comitato Centrale degli Indocinesi durante il Congresso degli indocinesi di Avignone svoltosi il 15, 16 e 17 dicembre 1944. In tale occasione, per la prima volta, si riuniscono i delegati delle diverse componenti dei 25.000 vietnamiti residenti in Francia (lavoratori, studenti, militari, domestici). Per la maggior parte sono originari delle campagne vietnamite, digiuni di politica e traferiti in Francia per far fronte allo sforzo bellico. Le dure condizioni di lavoro e l’incontro con i loro connazionali con un livello di istruzione più elevato e spesso impregnati di idee progressiste produce una prima ondata di proteste. A partire dal 1942 si organizzano e cominciano a rivendicare migliori condizioni di lavoro. Uno dei primi risultati del Congresso del 1944 è il riconoscimento dei diritti sindacali ai lavoratori indocinesi. Ben presto però si passa dalle rivendicazioni sindacali a un più schietto nazionalismo. Il Congresso del 1944 istituisce una Delegazione generale degli indocinesi, il solo organismo abilitato a interagire con il governo francese a nome della comunità vietnamita residente in Francia, e a fortiori, in nome dell’Indocina stessa. Una delle priorità politiche della Delegazione è infatti l’indipendenza nazionale.

52In Vietnam, le attività rivoluzionarie e nazionaliste si erano fatte più intense a partire dal 1930-1931 e poi nel 1936, in particolare nel nord del paese. La serie di sconfitte francesi nel primo anno della Seconda Guerra Mondiale, il controllo di una porzione importante del suolo francese da parte delle truppe tedesche e infine l’occupazione giapponese dell’Indocina come stabilito dagli accordi di Vichy del settembre 1940 stimolano ulteriormente il movimento nazionalista. Nel marzo 1945, i giapponesi ormai in ritirata, riconoscono l’indipendenza del Vietnam. Nell’agosto 1945 le truppe giapponesi, che ancora occupavano il Vietnam, sono sconfitte. Il 19 agosto 1945 i militanti del Partito Comunista Vietnamita (Pcv) guidato da Ho Chi Minh, leader politico dell’organizzazione politico-militare Viet Nimh (Lega per l’indipendenza del Vietnam) che era costola del Pcv, prendono il controllo di Hanoi e di gran parte del Vietnam settentrionale e centrale. Cogliendo le potenzialità della congiuntura storica, il 2 settembre, Ho Chi Minh dichiara l’indipendenza del Vietnam dalla Francia. Questa volta facendo appello agli Alleati, il Vietnam si proclama Repubblica Democratica del Vietnam.

53In quanto responsabile del Bureau politico della Delegazione, Thao indice una conferenza stampa per spiegare le ragioni dell’indipendenza. Ad un giornalista del quotidiano «Le Monde» che gli chiede come saranno accolte le truppe francesi inviate in Vietnam a ristabilire l’ordine, Thao risponde: «A colpi di fucile!». La reazione delle autorità francesi non si fa attendere. La sera del 4 ottobre cominciano gli arresti, le perquisizioni e i sequestri presso le sedi della Delegazione. Il 6 ottobre è il turno di Thao, arrestato insieme ad una cinquantina di lavoratori e attivisti vietnamiti per attentato alla sicurezza esterna dello Stato. L’8 ottobre si decide per la sua incarcerazione nella divisione 9 cellula 40 della prigione della Santé di Parigi. Thao sarà il solo a rimanervi in detenzione fino al 16 dicembre 1945 (come documentato negli Archives de Paris, 1807W-11).

54L’arresto di Thao provoca l’indignazione di molti intellettuali, i quali si mobilitano per la sua scarcerazione (si veda su questo episodio Boutang 1992, II, 211). Durante la detenzione, Thao comincia la redazione dei suoi due primi articoli in cui propone una sua prima, personale sintesi di marxismo e fenomenologia inserendosi così in un dibattito che stava prendendo forma in quegli anni (cfr. Thao 1991, 6-7). Non molti, in effetti, considerano possibile superare tutte le differenze che sembravano opporre marxismo da un lato e fenomenologia, o esistenzialismo, dall’altro.

8 | Primo tentativo di sintesi tra marxismo, fenomenologia e anticolonialismo

55All’indomani della Liberazione il marxismo appare a un’intera generazione una filosofia incarnata (Feron 2018). Sentita è ancora l’eredità dei Fronti popolari antifascisti degli anni Trenta, forte il fascino esercitato dall’Unione Sovietica e intrigante la nuova forza assunta dal Partito Comunista Francese nell’immediato Dopoguerra. Il marxismo offre la possibilità di superare la filosofia accademica spiritualista e intellettualista attraverso nuove categorie che consentono di radicare il pensiero nel movimento storico e sociale. La circolazione dei testi del giovane Marx porta un numero sempre maggiore di filosofi a occuparsi dell’articolazione tra esistenza concreta e movimento della storia.

56La contemporanea scoperta degli scritti dell’ultimo Husserl, con l’attenzione prestata all’esistenza storica e sociale, alla dimensione percettiva e sensibile, all’esperienza vissuta soggettiva e pre-teoretica, offre un’ulteriore pista da esplorare. La fenomenologia rappresenta soprattutto un ottimo alleato per mitigare il marxismo positivista che faceva di Marx il teorico del determinismo socioeconomico promulgato dalla Seconda Internazionale nei primi decenni del Novecento e che aveva segnato la prima ricezione del pensiero di Marx in Francia.

57Certo, c’è chi esprime il proprio scetticismo e si schiera in difesa dell’integrità della fenomenologia come fa Raymond Aron durante una conferenza pronunciata nel 1946 (cfr. Aron 1976), o del marxismo come Pierre Naville, Henri Lefebvre e Henri Mougin (cfr. Naville 1946a, 1946b, Lefebvre 1946, Mougin 1947). C’è poi chi invece propone una sintesi teorica mettendo da parte le ricadute pratico-politiche della sintesi tra marxismo e fenomenologia come Jean Beaufret in un saggio del 1945 (ora in Beaufret 2000). Sartre, dal canto suo, cerca di delegittimare il marxismo in quanto filosofia, proponendo l’esistenzialismo come autentica filosofia rivoluzionaria (cfr. Sartre 1946a, Sartre 1946b).

58Negli stessi anni, Merleau-Ponty cerca di prolungare gli studi sul comportamento e la percezione, fortemente influenzati dalla fenomenologia, al dominio della storia e della società. Si volge così al pensiero di Marx in cui trova un discorso filosofico in grado di aprirsi ai saperi positivi e alla politica e un metodo filosofico dialettico che consente di superare le antinomie del pensiero tradizionale (soggetto/oggetto, coscienza/mondo, psicologico/fisico, idealismo/realismo ecc.). Tra il 1945 e il 1948 quasi tutti i suoi testi fanno riferimento al marxismo: sia le opere del giovane Marx che i lavori dei teorici marxisti come Lukács e i testi dei militanti, cioè Lenin, Bukarin, Trotskij, Luxemburg ecc. Nel dopoguerra, Merleau-Ponty cerca di pensare attraverso la lente del marxismo il nostro essere radicati in una determinata situazione sociale, di analizzare le articolazioni della struttura sociale, o totalità, nel suo complesso (economia, politica, ideologia), di individuare i momenti di crisi in cui avviene la riconfigurazione dell’intera struttura, di tenere conto della duplice natura del movimento storico fatto di necessità e contingenza (cfr. Merleau-Ponty 1947 e i saggi raccolti in Merleau-Ponty 1948).

59Originale, in simile contesto, è la sintesi tra marxismo e fenomenologia proposta da Thao. Con i due articoli del 1946 egli vuole applicare «il metodo fenomenologico a un problema concreto», come scrive lui stesso a van Breda il 13 marzo 1946.

60All’inizio del 1946, Thao mette in atto una triplice operazione, politica e intellettuale allo stesso tempo. Thao prende posizione in favore del governo di Ho Chi Minh di forte impronta nazionalista, rifiuta le posizioni trotskiste in favore della via nazionale al comunismo e cerca di fornire degli strumenti teorici alla lotta di liberazione attraverso l’articolazione di marxismo e fenomenologia.

61Il primo articolo pubblicato da Thao è Marxismo e fenomenologia, il quale appare nella «Revue internationale» diretta da Naville (cfr. Thao 1946a). Con esso Thao cerca di inserirsi nel dibattito tra sostenitori di un marxismo economicista, per il quale è la base economica che deterministicamente orienta il corso della storia e al quale possono essere completamente ridotte tutte le sovrastrutture ideologiche (diritto, morale, religione, arte e filosofia), e i fenomenologi di orientamento esistenzialista per i quali la ricchezza di senso nell’esistenza concreta, cioè la dimensione “spirituale”, gode di autonomia rispetto alla struttura economica. Ma se i primi non riescono a rendere ragione della presenza dei costrutti spirituali nella nostra esperienza del mondo, i secondi fanno appello a una presa di coscienza della nostra situazione nel mondo che è solamente teorica, ma non pratica. Così, riprendendo gli argomenti del Marx dei Manoscritti del 1844, Thao rivendica la necessità di una lotta politica concreta che sia anzitutto una lotta ideologica, oltre che economica, che tragga il suo senso non da un’analisi astratta della struttura economica, ma dall’esperienza vissuta che si fa della propria esistenza reale.

62Secondo Thao, la nozione husserliana di mondo-della-vita (ted. Lebenswelt), in quanto mondo storico vissuto in modo prescientifico costituisce il terreno d’incontro tra le due tendenze. Il mondo-della-vita è infatti l’orizzonte socioeconomico di ogni possibile prassi la cui esperienza, però, produce una “infrastruttura esistenziale” come la chiama Feron (2013, 166), fatta di interpretazioni soggettive e non teoretiche di tale mondo. In questo senso, i condizionamenti socioeconomici forniscono quella allure générale che consente poi il sorgere della dimensione spirituale. Quest’ultima però segue poi principi propri, radicati nella natura universale dell’uomo, i quali possono quindi sopravvivere alla trasformazione della base economica. Per questa ragione, seguendo in questo il Marx dell’Introduzione alla critica dell’economia politica, noi possiamo ancora apprezzare i prodotti dell’arte greca anche se viviamo in un contesto socioeconomico profondamente diverso da quello della loro produzione. Il mondo spirituale è dunque un momento universale dell’esistenza concreta il quale va salvaguardato nella sua autonomia relativa.

63Dal punto di vista pratico, simile difesa del valore universale delle sovrastrutture è funzionale a definire la nuova soggettività rivoluzionaria: non più l’operaio del XIX secolo ma un proletariato imborghesito e una piccola borghesia proletarizzata. Simile stato di cose, obbliga il teorico a prendere in considerazione la dimensione spirituale, parte dell’esperienza del mondo che fa una società sempre più dedita a mansioni intellettuali. L’obbiettivo politico non è allora solo la trasformazione della base economica ma l’appropriazione universale dell’essere umano nel suo complesso, tanto nelle sue produzioni materiali, quanto nelle sue produzioni spirituali.

64Un’altra applicazione politica del tentativo di sintesi tra marxismo e fenomenologia la si trova nell’articolo Sur l’Indochine apparso, sempre nel 1946, su un numero speciale de «Les Temps modernes» consacrato al conflitto franco-vietnamita (cfr. Thao 1946b). Articolo ripreso e sviluppato anche in altri due articoli apparsi nella stessa rivista, ma questa volta del 1947, Les relations franco-vietnamiennes e Sur l’interpretation trotzkyste des événements d’Indochine (cfr. Thao 1947a, Thao 1947b).22.

65Secondo Thao, alla base del conflitto ideologico che oppone le rivendicazioni indipendentiste indocinesi e le esigenze colonialiste francesi, c’è la diversa esperienza che della stessa situazione fanno vietnamiti e francesi. Colonizzati e colonizzatori non fanno infatti esperienza dello stesso mondo-della-vita. Per questa ragione, una opposizione essenziale si produce nell’interpretazione degli eventi e inficia qualsiasi dialogo pacifico tra le parti. Solamente l’abolizione della struttura coloniale consentirà un dialogo pacifico tra francesi e vietnamiti, in virtù, questa volta, della loro comune natura umana. Ogni uomo partecipa infatti di una natura universalmente umana, è un ego trascendentale in grado di entrare in comunicazione spirituale con qualsiasi altro ego. Ma perché questo sia possibile è necessario eliminare tutti gli ostacoli socioeconomici che impediscono tale comunicazione.

9 | Conclusioni

66I documenti d’archivio qui presentati per la prima volta al pubblico ci consentono di ricostruire il percorso tortuoso ma affascinante che ha condotto il giovane Thao dall’Indocina francese sino alla Parigi di Merleau-Ponty, Sartre, Bachelard, Cavaillès, e poi agli Archivi Husserl di Lovanio e infine ai campi di lavoro in cui erano rinchiusi i vietnamiti in Francia e alle prigioni parigine. Attraverso l’analisi accurata delle condizioni storiche e del panorama teorico, così come la scoperta e lo studio di fonti archivistiche, il presente lavoro vuole contribuire al rinato interesse per la vita e l’opera di Thao. Queste ultime si rivelano così essere un luogo privilegiato per osservare la circolazione, diffusione e contaminazione di idee in un momento delicato della storia europea in generale e francese in particolare. Nei primi scritti di Thao si è infatti mostrata la dinamica di politicizzazione di categorie filosofiche e il farsi filosofia di categorie politiche sullo sfondo di una lotta ideologica concreta che investe in prima persona l’esistenza dell’autore. Il presente lavoro ha voluto così offrire un contributo alla ricostruzione del profilo storico e teorico di Thao gettando luce, in particolare, sui primissimi anni della sua formazione. I suoi due primi articoli, infatti, presentano degli obbiettivi (sostegno al governo di Ho Chi Minh di forte impronta nazionalista, rifiuto delle posizioni trotskiste in favore della via nazionale al comunismo e messa a punto degli strumenti teorici alla lotta di liberazione attraverso l’articolazione di marxismo e fenomenologia) comprensibili solo sullo sfondo della costante interazione tra esperienza intellettuale e politica del filosofo vietnamita.

    Notes

  • 1 Si ringrazia a questo proposito per la disponibilità il personale delle seguenti istituzioni francesi: Archives Nationales Pierrefitte-sur-Seine, Archivi dell’Università di Lovanio, Bibliothèque de l’Institut de France, Archives de Paris, Archives de la Préfecture de Police de Paris. Un ringraziamento particolare va ad Alexandre Feron per i molti consigli e suggerimenti.
  • 2 A proposito della carriera scolastica di Thao si sono utilizzate le informazioni presenti presso gli Archives Nationales Pierrefitte-sur-Seine, 61AJ/191.
  • 3 Cfr. Naville 1963, 316.
  • 4 Cfr. Toadvine, 236; van Breda 1962, 410-430.
  • 5 Come sappiamo da una lettera spedita a Carcopino e conservata presso la Bibliothèque de l’Institut de France: MS 7169/F. 304.
  • 6 L’epistolario tra i due è conservato presso gli Archivi dell’Università di Lovanio.
  • 7 Sull’argomento si veda il dettagliato Feron 2020.
  • 8 Una lista completa delle trascrizioni si trova presso gli Archivi dell’Università di Lovanio. Per quanto riguarda il progetto dell’Archivi Husserl di Parigi si veda Courtine 2013. Si segnala soprattutto il testo tedesco delle Meditazioni cartesiane, la terza parte inedita della Crisi delle scienze europee, L’idea della fenomenologia e il suo metodo e i manoscritti del Gruppo C sulla temporalità.
  • 9 Per una lista completa degli inediti consultati da Thao si veda Tomassini 1970, 278-279.
  • 10 Benché ottenuta l’agrégation, Thao ha potuto contare su un anno supplementare di soggiorno presso l’Ecole Normale della rue d’Ulm di Parigi, motivo per cui è sottoposto alla valutazione di Bachelard. L’anno successivo si trasferirà presso rue de la Sorbonne. Per maggiori dettagli si veda Israël 2005, 85; Revel 1997, 102.
  • 11 Problematica a cui veniva associato il nome di Thao anche negli anni a venire, quando studiosi dell’opera di Husserl, come Derrida, esprimeranno la loro stima nei confronti del filosofo vietnamita: si veda Derrida 2011, 16-18. Per maggiori dettagli si veda Invitto 1985, Moati 2013, Herrick 2005 e Giovannangeli 2013.
  • 12 Lettera conservata presso la Bibliothèque de l’Institut de France: MS 7169/F. 304.
  • 13 A proposito della traduzione si veda la lettera del filosofo francese Henri Gouhier a van Breda del 12 aprile 1946 conservata presso gli Archivi dell’Università di Lovanio.
  • 14 Si tratta di Thao 1950, 128.
  • 15 Feron 2017, 38.
  • 16 Althusser 1994, p. 342. Si tenga presente il gioco di parole: in francese «ego» e «égaux» (uguali) si pronunciano allo stesso modo. Presso l’IMEC di Caen, in Francia, è conservato il quaderno di Althusser con gli appunti del corso tenuto da Thao (ALT2.A56-09). Si ringrazia Alxandre Feron per la segnalazione.
  • 17 Per maggiori dettagli si vedano Melançon 2013 e Papin 2013.
  • 18 Come era già avvenuto nel 1939, quando riuscì a entrare all’Ecole Normale, anche il successo nell’agrégation diviene motivo di propaganda filofrancese per alcuni organi di stampa, come «L’Écho annamite», che gli dedica un articolo: M. Tran Duc Thao agregé en Philosophie, in «L’Écho annamite», 23 settembre 1943, p. 2.
  • 19 Documenti conservati presso gli archivi della Préfecture de Police de Paris: Dossier 1W765-30311 Tran-Duc-Thao.
  • 20 Cfr. Feron 2017, 126-127.
  • 21 Per maggiori dettagli si veda Luguern 2014.
  • 22 Per maggiori dettagli sul controverso rapporto tra Thao e la redazione della rivista «Les Temps Modernes» si veda Melançon 2013.

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Published in:

Aurora Simone (2019). Acta Structuralica 4.

Paragraphs: 123

Online since: 23rd December 2019

DOI: 10.19079/actas.2019.4.4

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d'Alonzo Jacopo (2019). Tran-Duc-Thao. Gli anni della formazione e dell'impegno politico (1917-1945): a partire da documenti inediti. Acta Structuralica 4.